11 ottobre 2022

Siamo stati all’estero per il consueto torneo di tennis a squadre. Ci siamo portati SG e il cane. Si sono comportati bene, il cane soprattutto.

Santiago è stato quasi sempre all’aria aperta. Purtroppo la terra rossa sconsigliava di lasciarlo gattonare in ogni dove e quindi è stato spesso costretto nei movimenti o in braccio o nel passeggino. I primi due giorni sono andati piuttosto bene, il terzo giorno il bimbo ha cominciato a dare segni di scompenso. L’ultima sera non è stato possibile rimanere entrambi seduti simultaneamente a cena: o si alzava Fabio o mi alzavo io. Giretto, passeggio, in  braccio, giù, avanti, indietro. SG era intenibile, stanco, ma non affatto propenso ad addormentarsi. E dire che quel giorno, in attesa che finisse la partita di Fabio, momento in cui gli avrei ceduto il pargolo per entrare a mia volta in campo, l’avevo portato sull’erba a gattonare, mangiare sassi e tirare palline. Ovviamente il viaggio di ritorno l’ha trascorso dormendo beatamente e non si è fatto nemmeno mancare dodici ore di sonno  la prima notte trascorsa di nuovo nel suo lettino a casa. Probabilmente, a scoppio ritardato,  ha sentito la necessità di tornare nel suo ambiente. 

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1 ottobre 2022

Santiago cresce. E impara cose nuove. Gattona a più non posso, ma riesce anche a mettersi in piedi e a restare per qualche secondo in posizione eretta, soprattutto se con le mani nel frattempo lavora su qualcosa. Poi, quando si accorge di essere senza appoggi, ti guarda stupito (e forse anche lievemente spaventato) e si lascia cadere sul sedere imbottito dal patello.

Se lo tieni per mano cammina, da un paio di giorni basta anche solo una manina. Mette giù i piedi tutti storti e dopo qualche passo si lascia molle come un fico, ma è già qualcosa. Cammina anche appoggiandosi alle pareti, ai mobili, al divano, alle sedie: quando il sostegno viene meno, si butta giù. 

Leonardo ha creato uno stratagemma per recintare il pargolo (in assenza di un box all’uopo). Disponendo il pouf rettangolare del divano a chiudere lo spazio tra la seduta principale e la chaise longue, ecco una piccola gabbietta di forma pressappoco rettangolare, nella quale SG può stare in piedi, giocare con i suoi giocattoli e strappare i peli al cane. Se un altro membro della famiglia si trova sul divano (cane compreso), il bimbo è capace di rimanere nel recinto anche un’oretta.

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7 settembre 2022

Le vacanze scolastiche sono agli sgoccioli.

Per fortuna che esistono ancora le sagre di paese. E per fortuna che i miei figli, di buon carattere, abituati fin dalla più tenera età a frequentarle, ancora ci vengono appresso quando vi ci si reca. Per Santiago, invece, l’esperienza è stata nuova.

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31 agosto 2022

Ho riesumato le biciclette.

La mia in particolare erano più o meno dieci anni che non la utilizzavo. Una passata di straccio, una pompata alle gomme, una rapida verifica che il seggiolino fosse ben fissato e siamo stati pronti per partire. Pietro e Leo pedalavano davanti a me. Sulla mia schiena, il trasportino per il cane (vuoi andare al parco senza cane?). Santiago sembrava contento. Mano a mano che prendevo velocità alzava le mani come se fossero ali. Salutava i passanti. Urlava e sorrideva.

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26 agosto 2022

Goga dice “mamma”.

In realtà le prime sillabe che ha pronunciato somigliavano più a “da-dá”. Tant’è vero che Fabio continuava a ripetergli “pa-pá” sperando di ottenere un primato su di me. Dopo giorni interi di “da-dá”, una mattina si è sentito un “ma-má”. E piano piano è diventato una sorta di richiamo. Quando voleva scendere dal seggiolone: “Ma-ma-ma-ma”. Quando voleva la pappa che stavo ancora cucinando: “Ma-ma-ma-ma”. Quando cambiavo stanza e non mi vedeva più: “Ma-ma-ma-ma”.

E poi, finalmente, il primo “mamma”. 

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17 agosto 2022

Mio marito ha preso ben quattro giorni di ferie questa estate e quindi abbiamo deciso di trascorrerli insieme ad una coppia di amici in Trentino. Siamo partiti la mattina dopo il mio rientro dalla Corsica. Via i costumi dalla valigia, dentro le felpe. Abbiamo preso in affitto una casa totalmente in legno, sperduta nel bosco insieme ad altre tre o quattro analoghe costruzioni sempre gestite dalla stessa famiglia di autoctoni, in un paesino isolato da ogni forma di vita, eccezion fatta per un cerbiatto e una lepre che ogni tanto si palesavano all’uscio (Bambi e Tippete?).

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8 agosto 2022

Quest’anno finalmente sono riuscita a tornare in Corsica, ospite dei miei genitori, con i quali ho condiviso 40 metri quadri per quindici giorni. Fabio non è venuto e io ho dovuto imbarcarmi in questa nuova esperienza di madre single in viaggio con tre figli. Mi preoccupava lievemente la partenza dovendo prendere il traghetto da Livorno: già immaginavo SG urlante sul seggiolino mentre i grandi si menavano litigando per chi avesse diritto a scegliere la canzone da suonare. Invece devo dire che è andato tutto piuttosto bene, pausa in Autogrill compresa. In cabina (sì, ho preso la cabina e consiglio assolutamente di farlo anche se si viaggia di giorno) la parte difficile è stata domare l’eccitazione dei maggiori che, come mufloni impazziti, continuavano a saltare da un letto all’altro. Alla fine, chiuse fuori le bestie, Santiago ha potuto fare un ulteriore sonnellino. Gli ho propinato la pappa alle 11.00 e alle 18.00, praticamente anticipando gli orari di pranzo e cena per far quagliare quelli del traghetto. E ha funzionato. Il tratto da Bastia a casa è stato tranquillo, paesaggi bellissimi e figli tranquilli. E poi io amo guidare.

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15 luglio 2022

Nonostante la scaramantica scelta di non augurarmi nulla, il weekend fuori porta con amici è stato piuttosto impegnativo. Perché Santiago ci ha testato con il suo primo febbrone della vita. 

Tutto è iniziato un paio di giorni prima della presunta partenza. Di ritorno da consueto giretto con cane, prelevo il bambino dal passeggino e me lo trovo rovente. Ok, fuori ci sono 37°C, aspetto un poco a misurargli la febbre. Diciamo però che la percezione tattile materna difficilmente sbaglia, dopo tanti anni di esperienza. E infatti il fornellino rimane bello caldo anche una volta rincasati e il termometro rettale segna 38.5°C. Il pargolo non sembra presentare sintomi aggiuntivi, peraltro mangia e beve. E’ solo un poco più letargico. Il giorno prima, oltretutto, mentre si trovava sul divano in braccio a Leo, divincolandosi come solo lui sa fare, si è esibito in un tuffo di testa con impatto frontale su gres porcellanato effetto legno. Tanta paura, un bellissimo unicorno da sfoggiare, ma niente di più.

In presenza di febbre il mio secondogenito, che già il giorno prima sentendosi responsabile si è messo a piangere, mi chiede: “Non sarà mica stata la botta in testa di ieri, vero?”

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