20 novembre 2022

Il 12 novembre è stato il compleanno di Santiago Gabriele. 

Rifletto su questa cosa e mi rendo conto che è già passato un anno. Un anno da quando è nato. La gravidanza, a questo punto, dovrebbe essere solo un lontano ricordo, ma non lo è. Mi sembra ieri, che avevo la pancia. Forse perché è durata più di nove mesi. Che sembravano infiniti. Ed eccoci qua, a festeggiare un anno di vita extrauterina. Il tempo vola e quando si invecchia se ne ha maggior consapevolezza.

Ripenso alla mia infanzia, ai pomeriggi trascorsi al campo sportivo, a giocare a calcio o a basket. Si usciva dopo pranzo e si tornava per cena e la giornata era infinita. Credo che quelli siano gli unici anni nei quali il tempo passa lento anche se ti stai divertendo. Ora mi guardo intorno, guardo la mia famiglia, il mio lavoro, la mia vita. E mi accorgo che tutto sfugge, che tutto passa. Giorni, mesi, anni. Cosa è veramente importante nella vita di ciascuno? Cosa effettivamente alla fine resta?

Continua a leggere →

7 novembre 2022

Leonardo ha compiuto 11 anni. Abbiamo festeggiato per tre giorni come qualcuno fa per i matrimoni.

Ha voluto fare l’esperienza di una escape room con qualche compagno di scuola il venerdì. Il sabato sono venuti alcuni nostri amici con figli a casa. La domenica i nonni a pranzo.

L’anno scorso era molto preoccupato che SG potesse nascere il suo stesso giorno. Giustamente, ha voluto i suoi spazi. Essere il figlio di mezzo dicono sia piuttosto dura. Non sei il maggiore, ma nemmeno il minore. E quando si è dotati di un cuore buono e di una spiccata sensibilità come lo è Leo, è difficile non provare emozioni contrastanti (si sentiva in colpa anche solo per aver desiderato di poter godere di un compleanno tutto per sé).

Il fato ha poi voluto che SG nascesse quasi quindici giorni dopo il previsto. E così abbiamo salvato capra e cavoli.

Continua a leggere →

27 ottobre 2022

Il rientro al lavoro, lì per lì, non è stato apparentemente traumatico. Coordinata babysitter con suocera, sono uscita di casa alle 7.30. Babysitter fino alle 13.30. Suocera dalle 13.30 in poi (i ragazzi tornano da scuola alle 14.00 e pranzano a casa).

Al lavoro ho trovato tutto com’era. O quasi. Qualcuno se n’è andato. Qualcuno è arrivato. Solite facce non troppo contente. Soliti sguardi esausti e insoddisfatti. Sono rientrata con il preciso obiettivo di non farmi risucchiare come prima nella vita ospedaliera, ma non so quanto resisterò. In questo primo mese, fino a che SG non compirà un anno, sono esentata da turni di 12 ore (che poi in verità non sono mai inferiori alle 13 ore) e dalle notti. Avrei da lavorare cinque ore e mezza al giorno, ma di fatto, raramente riesco a venire via prima che siano passate otto ore.

Continua a leggere →

11 ottobre 2022

Siamo stati all’estero per il consueto torneo di tennis a squadre. Ci siamo portati SG e il cane. Si sono comportati bene, il cane soprattutto.

Santiago è stato quasi sempre all’aria aperta. Purtroppo la terra rossa sconsigliava di lasciarlo gattonare in ogni dove e quindi è stato spesso costretto nei movimenti o in braccio o nel passeggino. I primi due giorni sono andati piuttosto bene, il terzo giorno il bimbo ha cominciato a dare segni di scompenso. L’ultima sera non è stato possibile rimanere entrambi seduti simultaneamente a cena: o si alzava Fabio o mi alzavo io. Giretto, passeggio, in  braccio, giù, avanti, indietro. SG era intenibile, stanco, ma non affatto propenso ad addormentarsi. E dire che quel giorno, in attesa che finisse la partita di Fabio, momento in cui gli avrei ceduto il pargolo per entrare a mia volta in campo, l’avevo portato sull’erba a gattonare, mangiare sassi e tirare palline. Ovviamente il viaggio di ritorno l’ha trascorso dormendo beatamente e non si è fatto nemmeno mancare dodici ore di sonno  la prima notte trascorsa di nuovo nel suo lettino a casa. Probabilmente, a scoppio ritardato,  ha sentito la necessità di tornare nel suo ambiente. 

Continua a leggere →

1 ottobre 2022

Santiago cresce. E impara cose nuove. Gattona a più non posso, ma riesce anche a mettersi in piedi e a restare per qualche secondo in posizione eretta, soprattutto se con le mani nel frattempo lavora su qualcosa. Poi, quando si accorge di essere senza appoggi, ti guarda stupito (e forse anche lievemente spaventato) e si lascia cadere sul sedere imbottito dal patello.

Se lo tieni per mano cammina, da un paio di giorni basta anche solo una manina. Mette giù i piedi tutti storti e dopo qualche passo si lascia molle come un fico, ma è già qualcosa. Cammina anche appoggiandosi alle pareti, ai mobili, al divano, alle sedie: quando il sostegno viene meno, si butta giù. 

Leonardo ha creato uno stratagemma per recintare il pargolo (in assenza di un box all’uopo). Disponendo il pouf rettangolare del divano a chiudere lo spazio tra la seduta principale e la chaise longue, ecco una piccola gabbietta di forma pressappoco rettangolare, nella quale SG può stare in piedi, giocare con i suoi giocattoli e strappare i peli al cane. Se un altro membro della famiglia si trova sul divano (cane compreso), il bimbo è capace di rimanere nel recinto anche un’oretta.

Continua a leggere →

7 settembre 2022

Le vacanze scolastiche sono agli sgoccioli.

Per fortuna che esistono ancora le sagre di paese. E per fortuna che i miei figli, di buon carattere, abituati fin dalla più tenera età a frequentarle, ancora ci vengono appresso quando vi ci si reca. Per Santiago, invece, l’esperienza è stata nuova.

Continua a leggere →

31 agosto 2022

Ho riesumato le biciclette.

La mia in particolare erano più o meno dieci anni che non la utilizzavo. Una passata di straccio, una pompata alle gomme, una rapida verifica che il seggiolino fosse ben fissato e siamo stati pronti per partire. Pietro e Leo pedalavano davanti a me. Sulla mia schiena, il trasportino per il cane (vuoi andare al parco senza cane?). Santiago sembrava contento. Mano a mano che prendevo velocità alzava le mani come se fossero ali. Salutava i passanti. Urlava e sorrideva.

Continua a leggere →

26 agosto 2022

Goga dice “mamma”.

In realtà le prime sillabe che ha pronunciato somigliavano più a “da-dá”. Tant’è vero che Fabio continuava a ripetergli “pa-pá” sperando di ottenere un primato su di me. Dopo giorni interi di “da-dá”, una mattina si è sentito un “ma-má”. E piano piano è diventato una sorta di richiamo. Quando voleva scendere dal seggiolone: “Ma-ma-ma-ma”. Quando voleva la pappa che stavo ancora cucinando: “Ma-ma-ma-ma”. Quando cambiavo stanza e non mi vedeva più: “Ma-ma-ma-ma”.

E poi, finalmente, il primo “mamma”. 

Continua a leggere →