29 febbraio 2012

Amica, sarò ripetitiva, ma concordo con le altre.

Anche io a volte spiego a Pietro i miei stati d’animo. Per forza di cose è diventato mio confidente. A volte credo di esagerare, ma mi è capitato più volte che fossi pensierosa e lui mi chiedesse: “Mamma, perché non parli?” E allora gli spiegavo che ero stanca perché il non dormire di notte mi faceva stare poco bene di giorno e che ero preoccupata per la sua tosse e che non volevo che il Leo si ammalasse etc. E lui sembrava capire.

Anche io concordo sul fatto che tuo marito abbia cercato di alleggerire te e non di proteggere tuo figlio nel momento in cui te l’ha portato via.

E ancora, sono d’accordo sullo sfogarsi, anche coi mariti. Io a Fabio dico tutto. Ultimamente facciamo fatica proprio per la stanchezza, ma uno stato d’animo così importante, che ti fa piangere quotidianamente, non puoi cercare di nasconderlo alla persona che ami.

La mia seconda gravidanza è stata molto desiderata. Ma l’ho vissuta con paura, sia per la precedente andata male, sia per la malattia di Pietro (che mi faceva pensare a catastrofi impossibili da gestire con due figli e avevo addirittura pensato che mi sarei ritirata dal lavoro), sia alla diagnosi di CMV che ho scoperto proprio mentre eravamo ricoverati.

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27 febbraio 2012

Tornando all’argomento di ieri: sì, le garzine e i pannolini li forniscono loro, ma solo quelli.

Il fatto è che siamo proprio al risparmio: anche nel mio reparto mi dicevano le mie colleghe che ci hanno chiesto di dimettere i pazienti prima di pranzo per risparmiare il vassoio del cibo! Per non parlare dei ferri operatori (forbici che non tagliano e pinze che non chiudono) che non vengono sostituiti…

Amica, se la mia mail era utilissima… stampala! Perché con la memoria corta che hai è facile che poi non ti ricordi nulla! Nella fattispecie… sia io che un’altra amica comune abbiamo comprato tre tutine nuove (io sia per Pietro che per Leo nonostante avessi, soprattutto per Leo, una valigia intera di roba usata). Siamo tutti d’accordo che il bimbo nuovo vada onorato!

Cavolo, da come parli sembra che tu debba partorire tra meno di un mese! Come dicevo vedrai che riuscirai a fare tutto per tempo e soprattutto che la metà delle cose che credi di aver sistemato le risistemerai negli ultimi giorni (non so quante volte ho spostato i vestiti di Leo e di Pietro da un armadio all’altro e poi all’incontrario). Il fasciatoio nuovo è arrivato in casa il giorno prima delle doglie…

Tu quando andrai in maternità? O farai come la nostra amica comune che oggi ho chiamato convinta fosse a casa per invitarla fuori e ho scoperto essere in ufficio?

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26 febbraio 2012

Dunque, amica, mi chiedi consigli per la borsa da portare in ospedale quando si partorisce.

Per la bimba assolutamente anche tre paia di calzine.

Anche io la vestaglia l’ho messa una volta. Io farei una camicia da notte manica lunga e due manica corta, ma son d’accordo che al massimo tiri su le maniche se hai caldo.

Io ho messo per me un cambio completo con reggiseno e mutande (anche se poi sono andata via con quelle a rete) e pantaloni che poi mi stessero su dopo che la pancia fosse andata via (sempre premaman ma con il laccetto per stringerli). So che son cose che ti puoi far portare dopo, ma almeno ho scelto io il tutto.

Assorbenti TANTISSIMI. Non te li danno più in ospedale (a meno che non supplichi e qualche ostetrica misericordiosa te ne rubi uno).

Io tenevo mutande a rete con un assorbentone gigante dei loro sotto e sopra due dei miei di garza (e sono venuta via così, ma io non faccio testo perchè ogni volta che si tratta di sangue io sono un’emorragia unica).

Per me avevo portato un paio di ciabatte Crocs da usare durante il parto e la degenza e un paio di ciabatte Crocs diverse per andare a farmi la doccia in quei bagni luridi. Ti consiglio così (anche perché se poi esci con le suole bagnate è un casino).

Shampoo, balsamo, trucchi (vorrai mica sembrare sciupata!). Mini phon.

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La mamma è sempre la mamma

25 febbraio 2012

“Dov’è papà?”
“In ospedale a lavorare perché è un dottore!”
“Ah sì, è un dottore!”
“Ma lo sai che anche io sono un dottore?”
“Nooooo, tu no!”
“Ah, no? E perché?”
“Perché tu sei la mamma!”

24 febbraio 2012

Ieri sera avevo un aperitivo con due amiche fissato da tanto. 

“Esco. Lo sterilizzatore è in bagno con i bibe dentro. Il latte è in frigo. Magari non c’è bisogno, starò via poco.”

Manco il tempo di arrivare che squilla il telefono.

“Dove cazzo è lo sterilizzatore???”

“In bagno, te l’ho detto!”

“Ma ti pare il posto dove tenerlo? E’ mezzora che lo cerco! E questo urla come un matto”

Uomini.

Ho bevuto lo Spriz con lo stomaco chiuso.

Alle 20.30 faccio per chiamare per sapere come va ma vengo anticipata. 

“Pronto… per quanto ne hai ancora? Io non ce la faccio più, ho mandato Pietro dai vicini e Leo non mangia, rigurgita… mi esplode la testa e sono stanchissimo.”

Corro a casa. Pietro è seduto che fa un puzzle. Leo guarda la tele dalla sdraietta. Ha bevuto 60 ml e gioca con le manine.

“Beh?”

“Alla fine ha bevuto…”

Metto a letto Pietro che non sono nemmeno le 21.30. Lui crolla senza neppure aspettare il rituale libro-coccole-manina. Quasi quasi sono un po’ offesa…

Allatto Leo, che si addormenta. Andiamo a letto presto.

Ore 1.30 si sveglia Leo. Monotetta. Messo giù.

Improvvisamente rumori come di foca monaca provenienti da camera di Pietro.

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23 febbraio 2012

Amica babysitter: quindi, quando tua figlia fa i capricci, tu sei favorevole allo scapaccione? Mi fa piacere sentire il parere di una vera babysitter!

Noi attualmente abbiamo abolito quasi del tutto scapaccioni etc (funziona molto bene la punizione nell’angolino della sua cameretta, non l’avrei  mai detto. Ci sta e urla come un matto finchè non vado a prenderlo!). Solo quando mi fa perdere la testa con suo fratello (lo schiaccia o va apposta a limonarlo in bocca con il moccio e la bava) vado di scapaccione o di scappellotto sul coppino di striscio (rendo l’idea?). Il fatto che lo uso così poco (e in realtà nemmeno molto premeditatamente) fa sì che simbolicamente secondo me per lui sia diventato veramente importante. E secondo me, quando ci vuole ci vuole.

Stanotte multipli di due: ore 2.00, ore 4.00, ore 6.00, ore 8.00. Tutti risvegli di Leo (con associate poppate).

Pietro s’è svegliato cinque minuti alle 4.30.

Il fatto è che mentre sono lì con la testa ciondolante e lui mi si addormenta dopo solo una tetta… la cosa che vince più di tutte è il desiderio di tornare subito a letto. E allora lo metto giù dormiente, senza rutto e non fa una piega (mentre tempo fa non riuscivo). La cosa fa sì che la mia levata duri un quarto d’ora. Ogni volta penso, ora lo sveglio, lo cambio, gli do l’altra tetta. Ma il solo pensiero che questo potrebbe:

  1. farlo svegliare a tal punto da non riaddormentarsi più (come quella notte orribile di qualche tempo fa);
  2.  fargli rifiutare la tetta e ingenerare una lotta, che si concluderebbe con una mia resa, salvo poi riattaccarlo dopo un quarto d’ora;
  3.  farmi svegliare a tal punto da non riuscire più a riaddormentarmi;

mi convince tutte le volte che è meglio svegliarsi quattro o cinque volte per un quarto d’ora piuttosto che due per un’ora.

Non so…

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22 febbraio 2012

Tornando a ieri: sì, il bello è che il suo lato preferito della trapunta è sempre stato quello dei pinguini. E che cavolo me lo fa mettere dal lato dell’esquimese alle 4.00 di notte? Misteri.

Per rispondere alle vostre domande:

Con le tessere in generale non ha un buon rapporto. Si diverte sadicamente a piegarle in due (tranne quella del Gigante, che è finita sotto l’armadio e, non so come, ma sono riuscita a sfilare dopo innumerevoli tentativi). Anche noi ieri abbiamo usato i punti per la spesa.

Mettergli in mano il carrellino (o il cestello) aveva il suo perché. Poi ho smesso perché si scagliava contro le persone… Idem nella macchinina dell’Iper: da lì si sporgeva e se non stavi attento lo decapitavi al bancone surgelati (oppure puliva con le manine tutto il pavimento).

La cassa è sempre il momento critico. Tocca sempre a lui e mai al “signore” davanti. “Ha finito il signore? Ha finito il signore?” Un’ansia… Sul nastro trasportatore c’è il rischio che ci impieghi una vita a mettere su la roba e/o che la roba cada non appena posata… Insomma, mi accontento per il momento. La cosa che più mi soddisfa è davvero quando gli dico di mettere giù qualcosa e lui mi obbedisce. Proverò anche io ad andare in un minimarket, ma a parte la vicinanza con l’Iper, io e l’Esselunga abbiamo una relazione speciale…

Sì, teneteli anche voi gli aneddoti. Secondo me a distanza di anni saremo felici di rileggerli!

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21 febbraio 2012

Avevo promesso a me stessa (e a voi) che non avrei parlato delle ultime due notti…

Parlo solo dell’ultima.

Ore 22.00: allatto

Ore 4.00 di mattina (sì, avete letto bene, QUATTRO DI MATTINA!), accanto a me: “Mammaaaaaaaa! Vieni nel letto mio?”

“Due minuti e basta, Pietro” 

Vado da lui, mi sdraio accanto, lo accarezzo, mi alzo e me ne vado nel mio letto.

Ore 4.15: accanto a me, con bisbiglio satanico: “Mammaaaaaaaaa, acqua!”

Mi sveglio (ebbene sì, mi ero riaddormentata!) terrorizzata. “Vai a letto che te la porto”. Porto l’acqua, rimbocco le coperte. “Ciao, dormi!”

Ore 4.16: “Mamma?” “Sì?” “Pipì!” “Grrrrr, ma non potevi dirmelo primaaaaaa?” Porto il bimbo a far pipì.

Ore 4.40: “Ueeeeeeeeeeèèèèèèèè” E vabbeh, ci stava… dopo sei ore e quaranta minuti! Un record!

Allatto. Ore 5.00, metto giù.

Ore 5.20: accanto a me, lamentoso: “Mammaaaaa…. Mi fa male un braccio!” 

“?!?, ma che braccio, va là, vai a letto”

“Nooooooooooooooo”

Slancio felino del padre: “Pietro fila a letto SUBITO!”. Bambino prelevato e deposto a letto.

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Chi si loda si imbroda

21 febbraio 2012

Momento delle coccole…

“Chi ti ha fatto la torta?”

“La mamma!”

“Chi ha giocato con te?”

“La mamma!”

“Chi ti ha fatto il bagnetto?”

“La mamma!”

“Chi ti ama più di qualunque altra cosa al mondo?”

“Papà!”

Ben mi sta…

20 febbraio 2012

All’amica in strippo latte: io uso Mellin, ma una volta ha preso anche il latte che mi aveva dato una amica a casa sua! Biberon Avent, tettarella 1 (quando non sbaglio!). Comunque la mia pediatra mi aveva detto che se allattavo ancora era difficile che accettasse l’artificiale! Ma il bilancio settimanale com’è? E cosa dice il tuo pediatra? Quindi allatti ancora tu tutto esclusivo: la doppia pesata sarebbe dirimente. Ma io non ci ricorrerei (e non ci ricorrerò!) fino a che la situazione non diventi insostenibile. Non ho voglia di entrare nel tunnel… Ricordati che è Leonardo ad essere grande, non tuo figlio ad essere piccolo!

Io del discorso latte, scaramanticamente non parlo più (non che vada tutto bene, in particolare gli orari, ma il sesto senso femminile mi fa dire che sì, in effetti ho avuto un calo latte REALE qualche tempo fa e che sì, in effetti ora sembra andare meglio a tal punto che non attribuisco più le levatacce notturne alla fame -mi ha bevuto solo 40 ml dal bibe l’altra notte!). Così come invece spero che parlando del discorso notte, funzioni all’incontrario e si sistemi tutto.

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