29 novembre 2011

Ragazze, urgono aggiornamenti.

Capitolo I: della pipì e della cacca.

Ebbene, il problema s’è risolto. Che dico risolto, risoltissimo! Pietro non teme più la pipì. Arrivato sul water afferma con circospezione che il pisello non brucia più e poi la fa. Quello che trovo emozionante è che non mi fa più nemmeno il goccino. Mutande perfettamente asciutte. E, udite udite, anche la cacca la sta facendo tutta e bene nel vasino, senza lasciarsi scappare l’inizio nelle mutande. Domenica l’ha fatta dai miei seduto sul water (per noi incredibile!) oltretutto gelato perché il bagno non era riscaldato!

Capitolo II: Del “Tellino” e della gelosia

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26 novembre 2011

Anche noi siamo in ballo di nuovo.

Pietro con tosse allucinante, stamattina ha vomitato sul pavimento della cucina litri di catarro ingerito durante la notte.

Io ho avuto problemi di pancia…

Leo attualmente sta passando indenne nel lazzaretto, nonostante il fratello continui ad attentare alla sua salute tossendogli in faccia e mettendogli le mani addosso…

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23 novembre 2011

Vi aggiorno sulla nostra situazione…

Le cose non vanno bene. Ieri mattina ho provato a portarlo in bagno e mi ha detto che non gli scappava. Poi mi ha chiesto lui di farla (aveva su ancora il patello), l’ho portato e arrivato al water s’è rifiutato. L’ho messo sul bidet per lavarlo e ne ha fatta poca poca dicendo che poi non ne aveva più. E’ uscito con la nonna e s’è bagnato i pantaloni, per cui lei l’ha portato a casa e pare che sul vasino ne abbia fatta un litro dicendo: “Il pisello è guarito” e promettendo che d’ora in poi l’avrebbe fatta sempre nel water. Invece prima della nanna s’è rifiutato di farla. L’ho messo a letto lo stesso. S’è svegliato asciutto, ma poi l’ho portato e non ha voluto. Preso sulle ginocchia, mi sono accorta che s’era bagnato. L’ho portato e ha fatto qualche goccino nel water, come i prostatici che ne fanno un goccino alla volta. Poi per fortuna gli è scappata la cacca, me l’ha detto e l’ho messo sul vasino, dove ha sfornato due stronzi e, non accorgendosi, ha anche fatto pipì.

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22 novembre 2011

Quando uno crede di averle viste davvero tutte…

Venerdì sera una mia collega salutava tutti in un locale (il Loft) perché il giorno successivo sarebbe partita per l’India per quattro mesi. Decido di andare. Tiro il latte e lascio Fabio da solo a casa con i bimbi. Magicamente, Pietro va a letto entro le 22.00. Leo ha il singhiozzo, ma dopo la poppata va giù secco pure lui. Esco con un “nebbione paura” alle 23.00. Pensavo di fare in fretta, ma la festeggiata arriva solo a mezzanotte. Torno a casa per l’una. E’ stato divertente, anche perché son stata abbordata da un quarantenne e l’idea di dirgli che avevo le tette gonfie, i punti e l’assorbente esterno mi tentava di brutto…

Torno a casa e trovo Leo che grugnisce con le colichette e Fabio che dal letto mi dice che è un po’ che si lamenta. Gli dico: “Gli hai dato il latte?” E lui: “No!” E io mi incazzo perché non ci voleva mica niente a darglielo e anche se si lamentava non di fame ma di pancia, un po’ di latte l’avrebbe confortato! Fatto sta che comincia la mia notte da incubo, con plurimi risvegli e ponzamenti vari. La mattina sono incazzata nera, di pessimo umore. Anche perché si sveglia Pietro per la pipì e mi alzo io, riuscendo poi a rimetterlo a nanna. Ma quando si sveglia del tutto, mando Fabio che, invece di portarselo di là, me lo porta a letto, costringendomi ad alzarmi, oltretutto dicendo: “Vabbeh, è ora di alzarsi, sono anche le 9.00 di mattina!” (senza contare che praticamente in totale avrò dormito tre ore nette…).

Come tutti i pomeriggi non riesco ad andare a dormire (mi sembra di perdere tempo! E poi ho sempre qualcosa da sistemare mentre dormono entrambi!). L’umore comunque migliora e arriviamo a sera. Sabato notte va meglio. Domenica mattina non c’era niente in programma (né schiumetta né pranzo coi miei). Chiedo a Fabio di stare con Pietro che provo a dormire un po’ (dopo le 9.00, tutte le mattine, Leo crolla, mentre dalle 7.00 alle 9.00 è il suo momento peggiore per la pancina). Lui va di là e io mi addormento (in realtà mi sveglio tre volte in dieci minuti: la prima per il suono del cellulare di Fabio, lasciato in camera; la seconda per Pietro che, sfuggito alla sorveglianza, mi è entrato in camera; la terza in seguito a urla belluine di Pietro).

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18 novembre 2011

Ragazze, concordo su tutto, ma proprio tutto, quello che avete scritto.

Dal fatto che vostra figlia magari sta covando l’ennesimo malanno, al fatto che l’asilo prima o poi scompensa tutti.

Dal fatto che la gelosia aumenterà man mano che cresce il piccolino (me l’ha detto proprio oggi un mio collega in Università, dove ero andata con Leo per vedere i poster affissi per la giornata della ricerca), al fatto che siano nella fase dell’opposizione e della regressione.

Dal fatto che la mia amica babysitter possa scrivere un ottimo saggio sull’educazione dei bimbi, al fatto che i genitori hanno diritto di stare insieme, che il tempo per i bimbi durante la messa a letto ha una scadenza, che le regole le dettano i genitori.

Inoltre so perfettamente che sensazioni provate. Più che altro succede con mio marito che magari non sa dei nostri rituali (accende Pietro la luce del corridoio, schiaccia lui lo zero sull’ascensore, apre lui il portone e il cancelletto di casa etc) e senza pensarci fa lui quello che abitualmente consento a Pietro scatenando scenate isteriche (ultimamente molto meno, comunque). E lì mi chiedo se forse non esageri io a consentirgli tutte queste cose. Di solito dico: “Dai che il papà non sapeva che lo schiacci tu il tasto!” Però mi rendo conto che il giusto sarebbe proprio che lui non facesse nessuna scenata per un cazzo di tasto!

Per il chiedere scusa e fare il ruffiano tutto baci e coccole dopo la sgridata, anche Pietro è così. Ma la cosa divertente è che adesso lo fa subito dopo aver fatto la marachella, prima ancora che lo sgridi. Tipo, dipinge con il pennarello sul tavolo, io lo guardo e prima ancora che apra bocca, lui è alla fase successiva: “Mammaaaaaa -occhi dolci- sei contentaaaaa???” E mi prende la testa con due mani cercando di baciarmi sulla bocca. Ma si può???

A proposito di citomegalovirus. Se una bambina sta ancora espellendo il virus, è possibile che lo attacchi ad un altro bimbo, soprattutto se ci sono contatti con saliva e urine.
L’ipotesi che lei lo attacchi a te, madre di altro bimbo e incinta di secondo, mi sembra un po’ dura se non ci stai insieme. Più facile che te lo attacchi tuo figlio se lo contrae lui. Ma il punto è che tu sei immune. In realtà non credo che la riattivazione eventuale dipenda da un contatto stretto con uno che ce l’ha. Credo che, come l’herpes sulle labbra, si riattivi per i cazzi suoi nei momenti di stress o di debilitazione (ma devo informarmi meglio su questo). Per cui, secondo me innanzitutto stai tranquilla perché la riattivazione è evento assai raro. Poi stai tranquilla perché la situazione come la tua, in cui sei immune, è la migliore che una futura mamma possa avere per cui secondo me le precauzioni sono le solite (sta a te decidere quanto essere ligia, considerando che la perfezione non esiste e per essere certi di non avere contatti dovremmo infilarci nel profilatticone de “Una pallottola spuntata” e non avere nemmeno il piacere di toccare nostro figlio…). Io credo che se tocchi i pantaloni bagnati di pipì di tuo figlio,  poi le mani te le lavi normalmente! Io cascavo fondamentalmente sui cibi avanzati, perché non sopporto che si avanzi il cibo e allora me lo finivo io, magari con lo stesso cucchiaino…

Per quanto ne so, i ginecologi non fanno rifare gli esami in gravidanza se una donna è già immune. Ma parlando con la laboratorista, una volta, mi aveva detto che secondo lei aveva un senso fare un controllo ogni tanto anche se sei immune, magari insieme a quelli del toxoplasma se già li devi fare perché non sei immune. Io personalmente non sono molto d’accordo, cioè se anche si riattiva, rarissimo, come hai potuto vedere non c’è niente da fare e la probabilità che la riattivazione nuoccia al bimbo è bassissima
quindi… perché avere ansie in più?

Esatto, io non ero immune e non me lo ricordavo, ma anche se l’avessi ricordato non credo che avrei cambiato la mia condotta igienica… Certo, lavavo le mani, ma non strabene e non a tutti i cambi di
pannolino.

E poi mangiavo dallo stesso piatto.

E poi Pietro era sempre malato e io me lo tenevo in braccio con saliva e baci appassionati sulla bocca…

Ho contratto l’infezione primaria, insomma, ora sono immune… sono come sei tu adesso, nella situazione migliore per avere un figlio!

Mai una gioia

16 novembre 2011

Uscita fuori programma con un’amica con bimbo coetaneo di Pietro alle sei di sera in centro per acquistare mutande all’Oviesse.

Giunti sul luogo, vuoi non comprare anche due magliette della salute? E un paio di calzini antiscivolo che ha scelto il pargolo? E come resistere all’album dei Barbapapà? Spesa totale di circa 20 euro. Usciti, l’amica propone aperitivo con succo di frutta e crodino. La mamma provvede a procurare due belle cannucce per i bimbi. La mamma ritira la macchina al parcheggio a pagamento (4 euro e passa

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15 novembre 2011

Cavolo ragazze, non riesco a starvi dietro!

Io ho avuto dei giorni un po’ così. Le tette vanno meglio, anche se, a sorpresa, è comparsa una zona arrossata sopra la tetta destra e non me la spiego, perché non è particolarmente dolente. Fatto sta che sto prendendo antibioticix3/die, fermenti latticix2/die, ferro 1/die, antinfiammatorio 1/die. Mi sembra di essere in ospedale. Senza contare che laggiù le perdite non diminuiscono o meglio, un giorno quasi niente, il giorno dopo ancora tocchi di roba. Fatto sta che dopo i tre giorni di pioggia di settimana scorsa, i tre giorni di febbre e gli ultimi due, ero un po’ giù. Fabio torna a casa tardi (anche perché va abbastanza tardi al lavoro). E io, se voglio uscire, al massimo vado all’Iper alle 18.30 di sera, che sembra notte e c’è la nebbia. E dopo un po’ che giro col carrello mi fa male dappertutto, in particolare la testa che ancora non è a posto e non capisco perché. 

Pietro è bravo per la verità, ma vuole sempre che stia appresso a lui se Leo dorme. E quindi non ho un attimo per me. Facciamo il puzzle (figata, 150 pezzi, lui è “abbastanza” paziente, il problema è che non vede l’ora di distruggerlo, tentazione troppo più forte di lui), disegniamo, guardiamo i soliti cartoni. Ma Leo giustamente si sta un po’ svegliando fuori anche di giorno e diventa sempre più difficile dare attenzioni a entrambi.

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14 novembre 2011

Ragazze, aspettavo giusto di sapere quando ci vediamo! Io accendo 25 novembre… sperando che non si accavallino vari impegni… anche il 16 dicembre comunque dovrei esserci… (dove volete che andiamo?)

Quindi ricapitolando, ci vediamo a M.? Su questo mio marito potrebbe storcere il naso: “Guidi di notte FINO a M.?” Sul portare Leo, per me si può fare. Anche qui il problema potrebbe restare lui che mi dice di no (e in effetti “guidare di notte FINO a M. con il neonato” è peggio che “guidare di notte FINO a M. senza neonato”).

Per rispondere meglio a voi, non so se Fabio saprebbe gestire i due bimbi, come mi chiedete. So che lui Pietro lo cambiava. E anche Leo l’ha già cambiato un paio di volte (la prima facendogli saltare il cordone ombelicale, esattamente come due anni fa con Pietro: io non ho mai avuto l’ebbrezza) e mi sembra se la cavi meglio che con Pietro anche se, invece di appoggiarselo sul braccio mentre gli lava il culo, se lo tiene stretto al corpo, col risultato che si lava anche lui e si becca la pisciatina sul petto. Ma ha detto che non gli importa…

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12 novembre 2011

Avrei voluto scrivere questa mail molti giorni fa. Ma le circostanze non me lo hanno consentito.

Sarebbe stato bello fotografare e salvare in tempo reale le emozioni che si sono susseguite dopo il ritorno a casa. Sicuramente l’assenza di ansia è stata una delle cose più belle.

Ricordo che al ritorno a casa con Pietro, il suo essere costantemente soporoso, ai limiti della possibilità di allattarlo, mi aveva fatto sciogliere in un bel pianto non appena arrivata a casa. Leo, come il fratello, non è stato particolarmente vispo al rientro. Ma questo mi ha dato molta serenità: l’ho interpretato come un segno di benessere.

Chiaramente il ritorno non è stato “normale”: Fabio ha voluto passare prima a trovare sua mamma, a farle una sorpresa e a ritirare Pietro che dormiva lì. Seggiolino più navicella montati posteriormente. E la macchina sembrava esplodere. Arrivati a casa, bagnetto per Pietro. Cambio patello per Leo. Finalmente doccia per me. E appena uscita dalla doccia, mi sono ritrovata i vicini in casa, i quali sono rimasti fino alle sette di sera, incuranti del fatto che io (90/60 mmHg di pressione, emorragica e visibilmente stanca) continuassi esplicitamente ad esortarli ad uscire. 

La notte è andata piuttosto bene. Leo si sveglia ogni ora e mezza/due per mangiare. Un po’ l’ho allattato a letto, un po’ di là sul divano. E come per abitudine, l’ho cambiato ad ogni poppata. A differenza di Pietro, non mi fa la cacca subito attaccato. Né me la rifà nel patello appena messo, per fortuna. I primi giorni mi faceva solo delle cacchine misere, che però mi obbligavano al cambio. Risultato: sono già alla quinta scatola di Pampers… Ora però mi sono fatta furba e se non c’è cacca, col cavolo che lo cambio ad ogni poppata! A volte nemmeno mi alzo dal letto, lo allatto e lo rimetto giù (sperando che non parta col singhizzo!).

La pipì sul fasciatoio ce la siamo beccata un paio di volte. Ma la mamma ha applicato il metodo di Pietro (ripescato nei meandri della memoria). Subito dopo il bidet, lo prendo in braccio in direzione lavandino e sussurro: “Fai la pipì….psssssssss!” E lui, prontamente, piscia nel lavandino. Dopodiché, lo calo su fasciatoio, senza incidenti.

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