29 marzo 2022

Qualche giorno fa, stanca dei continui risvegli notturni e convinta ci fosse qualcosa di anomalo, ho riesumato la bilancia e mi sono dedicata alle sessioni di doppia pesata. Non si fa, il bambino cresce bene, come fai a pensare che il tuo latte non sia sufficiente etc.

Però.

Però la sera mangia pochi minuti e poi si incazza. E poi si riattacca e poi si stacca di nuovo urlando. Però poi di notte si sveglia ogni ora. E quindi, quando ci vuole ci vuole.

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22 marzo 2022

Santiago ha quattro mesi e dieci giorni e cresce. Sempre più bello, tondo, ciccione e sorridente.

I capelli sembrano un po’ più fitti, rispetto alla lanugine originaria. Rimane la chierica occipitale, nel punto dove la testa poggia sul lettino. Biondo o bruno, difficile dirlo. Avendo io fatto un figlio moro e l’altro biondo, uno riccio e l’altro liscio diciamo che mi aspetto di tutto. Anche che rimanga calvo. Lo sguardo è sempre vispo, le ciglia lunghe. Lo scambiano spesso per una bambina, anche quando è tutto vestito di azzurro. Non sembra ancora dover mettere i dentini, anche se sbava molto, infila tutto in bocca, a volte la mano intera, procurandosi anche qualche conato. Ha una lingua furbetta e simpaticissima: la tira fuori spesso, sembra farti la linguaccia o una pernacchia. Viene voglia di mangiarsela. Le guance sono paffute e liscissime, passerei ore a baciargliele attorno alle fossette. A pensarci bene in effetti è quello che faccio.

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Come sopravvivere all’allattamento al seno

Ho allattato quasi ovunque. A letto, sul divano, in poltrona, al ristorante, in chiesa, ai margini di un campo da calcio, camminando, mangiando, tra una partita di tennis e l’altra, in gita all’acquario, al minigolf, in spiaggia, in funivia, in una macchina in corsa (è successo una sola volta, lo giuro. Non lo farò più. E comunque non guidavo io…).

Alla fine allatti dappertutto. E in ogni modo. Alla fine si attacca anche se stai a testa in giù. Se lo tieni con una mano sola. Se con l’altra stai cucinando. Alla fine sembra tutto così semplice. 

Infatti il difficile è l’inizio. Con ogni figlio. Almeno per me è stato così.

Mi ritrovo a dare consigli sull’allattamento quando anche io ho avuto qualche difficoltà. Ma forse è giusto così, perché posso condividere con voi vere esperienze di vita vissuta, problemi e loro risoluzioni.

Il primo consiglio in assoluto, soprattutto con il primo figlio, è una regola aurea, da tatuarsi su un braccio (o un seno, che forse è meglio): chiedete aiuto all’ostetrica fin da subito.

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12 marzo 2022

La seconda tornata vaccinale è stata superata brillantemente. Meningococco e seconda dose di Rotavirus. Le addette ai vaccini erano affascinate dal bimbo di quattro mesi che si metteva il ciuccio in bocca da solo. “Venite a vedere!” Sembrava un’attrazione dello zoo. SG è stato bravo, nel pomeriggio un po’ frignoso. A scanso di equivoci gli ho infilato la prima suppostina di Tachipirina 125 mg della sua vita: non aveva la febbre ma non volevo nemmeno che soffrisse inutilmente. E’ stato irrequieto un paio di giorni. Ma anche questa volta non abbiamo dovuto assistere nè a diarree profuse nè ad occlusioni intestinali. 

In piscina siamo tornati altre due volte. La prima volta abbiamo testato l’immersione verticale: ciuccio in bocca, testa contro il mio petto. Giù e su. Non pare essersi quasi accorto. Ha strabuzzato gli occhi, dato un colpetto di tosse e stop. L’ho poi messo nel salvagente e sono uscita per fargli una foto. Purtroppo ho dimenticato di levargli il ciuccio di bocca e, si sa, acqua tiepida, recente evento stressogeno, ciuccio in bocca… il tempo di prendere il telefono e il bambino aveva la testa che ciondolava letteralmente a pelo d’acqua, gli occhi chiusi, un sonno profondo che si è protratto anche mentre lo tiravo fuori, lo lavavo, lo vestivo, lo riponevo nell’ovetto e lo portavo a casa. 

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4 marzo 2022

Settimana scorsa siamo stati al corso di acquaticità regalato dagli zii per la nascita di SG. 

Non l’ho mai fatto con gli altri figli, ero curiosa di provare.

Arrivata in piscina, mi sequestrano le ruote della carrozzina per evitare di portarle in piscina. Trasporto negli spogliatoi Santiago, dormiente nel suo ovetto. Ho avuto la lungimirante idea di indossare il mio costume sotto i vestiti (l’unico intero che ho, di dieci anni fa, ma che ancora mi sta!), pertanto devo solo spogliarmi e depositare pantaloni e felpa in un armadietto. Guardandomi in giro individuo un paio di mamme con pargolo che paiono veterane del luogo. A mia domanda rispondono che il bambino va cambiato dentro e quindi ci avviamo alle vasche. Arrivati alla piscina piccola, seguendo l’esempio delle altre, mi approprio di un fasciatoio sul quale comincio a disporre costumino, cuffietta e asciugamano. Mentre Bruno Mars a tutto volume si vanta del suo successo con le ragazze, Santiago non dà segni di vita: dorme come un sasso. Alla fine, suo malgrado, lo prelevo e lo spoglio dolcemente. Piano piano si sveglia.

Si avvicina l’istruttrice: “Prima volta?”

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