Il cambio del pannolino

Sembra una banalità, ma non lo è. Perché se all’inizio il bimbo è piccolo e sta quasi (quasi!) immobile, mano a mano che cresce bisogna spesso imbastire una lotta greco-romana per riuscire a fissare i cerottini adesivi sulla pancia. E anche perché, sebbene non si direbbe, è stupefacente la mole di escrementi che una creatura così piccola può produrre.

-Scegliere come posizionarsi rispetto al fasciatoio non è una cosa irrisoria. Durante la degenza in ospedale insegnano a cambiare il pannolino stando frontali, ma a casa spesso il fasciatoio è addossato ad una parete per il lato lungo e quindi si tratta di scegliere almeno per i primi tempi, una posizione che rimanga quella, in modo da creare un certo automatismo nei movimenti. Personalmente tengo la testa del bambino a sinistra e i piedi a destra

-Sotto al bambino spesso si consiglia di lasciare un asciugamano: io non sono molto d’accordo. Ovviamente il piano deve essere pulito ed igienizzato, ma lasciare un asciugamano sotto è controproducente per diversi motivi: se il bambino rigurgita mentre lo cambiate, lo sporca, se il bambino ha fuoriuscite dal patello, lo sporca. Rischiate così di dover cambiare dai sei ai dodici asciugamani al giorno. E io non so voi, ma non ho l’asciugatrice

-La misura del pannolino è importantissima: scegliete sempre il pannolino più grande per la fascia di peso che comprende quello del vostro bambino. Mi spiego: se ad esempio la “misura 2” va da 3 Kg a 6 Kg e la “misura 3” va dai 4 Kg ai 9 Kg e vostro figlio pesa 5 Kg, comprate la “misura 3”! Sarà molto più semplice posizionarlo e più difficile che la cacca esca da dietro (vedi dopo)

-Prima di approcciarsi al cambio pannolino, assicurarsi di avere a portata di mano un secondo pannolino, un asciugamano, salviettine umidificate, un body e una tutina nuovi

-Prima di togliere il pannolino sporco, consiglio sempre di aprire bene il pannolino nuovo, allargandolo e posizionandolo a lato del bimbo, già con la parte posteriore verso la testa e la parte anteriore verso i piedi, in modo da non dover fare strani numeri di giocoleria quando, aprendo il pannolino sporco, scoprirete che sorpresa cela (solo pipì o cacca e pipì?)

-Slacciando il bodino il consiglio è di tirarlo su il più possibile sia davanti che (soprattutto) dietro, arrotolandolo o piegandolo, come preferite. Per sollevarlo dietro è necessario che una mano tenga sollevato il bambino per i piedi (io uso la sinistra, mentre arrotolo con la destra). Questo momento è particolarmente importante perché solo adesso avete modo di verificare che la cacca non sia fuoriuscita dal margine posteriore alto del pannolino, sulla schiena. Ve ne accorgete infatti guardando il bodino: se così fosse, fermate la procedura, non arrotolate nulla (rischiereste di spalmare cacca su tutta la schiena e fino al collo!). In questo caso il consiglio è quello di estrearre le braccia dal bodino e poi sfilarlo dai piedi. Se invece la schiena è pulita, potete procedere

-Slacciando il pannolino il consiglio è di essere rapidi nel sollevare immediatamente dopo le gambe del bimbo mentre con l’altra mano arrotolate il pannolino sporco da sotto in su e, una volta realizzato un salsicciotto, lo sigillate sul davanti con i cerottini che avevate poco fa staccato per aprirlo. Questo evita fuoriuscite laterali di cacca. A questo punto, io di solito procedo così: appoggio letteralmente il sederino sporco del bambino sul pannolino arrotolato. Sì è vero, così sporco il lato esterno del patello, ma almeno non sporco il fasciatoio (bisogna solo ricordarsi quando si butta via il pannolino di toccarlo nei punti puliti…). Poi prelevo il bambino da sotto le ascelle, avendo cura di pinzare il bodino (e l’eventuale tutino) con le mani per evitare che ricada sul culetto sporco, e porto il bambino al lavandino

-Vi avranno sicuramente spiegato in ospedale come poggiarsi il bimbo a pancia in giù su un avambraccio, mentre con l’altra mano gli si fa il bidet. Per questo do solo qualche dritta pratica. Consiglio di aprire l’acqua qualche tempo prima, addirittura quando si inizia l’operazione di cambio, soprattutto se impiega un po’ a diventare calda. In ogni caso verificate sempre con la mano libera la temperatura prima di mettere le chiappe del neonato sotto il getto. Il secondo consiglio è di stare molto attenti a dove finisce la testa del bambino: non ve lo dicono, ma spesso, a furia di concentrarsi sul culetto, ci si dimentica che la testa, ciondolando dal lato opposto, possa andare a urtare contro il bordo del lavandino. Se chiedete in giro c’è chi vi dirà che gli è successo almeno una volta e chi mente. Il terzo punto è cercare di pulire sempre dal davanti all’indietro tutte le varie piegoline dell’interno coscia, dove si annida la cacca più ostinata. Personalmente, avendo avuto solo figli maschi, ho esperienza solo sui piselli: spesso dopo aver lavato il bambino dal lato B, lo ruoto per essere sicura di aver sciacquato anche il lato A dall’ombelico in giù

-A questo punto viene utile l’asciugamano, che stendete sul fasciatoio prima di appoggiare il bimbo. Il trucco è lasciarlo penzolare dal lato dei piedi per 40 cm buoni, in modo che si possa ripiegare a mo’ di mutandina fin sopra la pancia. In questo modo, eventuali pipì volanti evocate dal brividino di freddo che spesso segue il bidet, verranno intercettate senza finire sulla specchiera del bagno. Certo, così fate fuori un asciugamano, ma non si può essere perfetti. Mai sfregare per asciugare. Solo tamponare o, come piace a me, far roteare il culetto facendo dei cerchi con l’asciugamano in mano

-Questo è il momento della revisione: avete lavato bene le piegoline? Sicuramente ve ne è scappata qualcuna! Se la situazione non è grave basterà una salviettina umidificata per togliere il residuo, non scoraggiatevi

-Ora si può procedere a sollevare le gambe del bimbo e a ficcargli il pannolino nuovo, precedentemente predisposto, sotto le natiche, a tradimento. Sì perché questo è il momento nel quale il suo senso di libertà (finalmente mi hai tolto quell’affare!) tende a manifestarsi con un improvviso atteggiamento oppositivo (col cavolo che me lo rimetti!). Di solito il bimbo in questa fase punta le gambe, si irrigidisce tutto che pare uno stoccafisso, chiude le ginocchia oppure si inarca puntando i talloni, vedi bambina indemoniata de “L’esorcista”. La difficoltà maggiore è posizionare il pannolino all’altezza giusta. Se questa operazione vi richiede tempo, non importa, spendete questo tempo! Vi sarà riconosciuto al prossimo cambio pannolino! Perché è fondamentale che il patello risulti bello alto sulla schiena: se proprio dovesse rimanere un po’ asimmetrico, che sia più alto dietro sulla schiena che davanti sull’ombelico, ovviamente per limitare al massimo il rischio di reflusso di cacca liquida di cui abbiamo parlato in precedenza. Quindi con una mano, nel mio caso la destra, tenete ferma la parte anteriore del pannolino sulla pancia, mentre con l’altra procedete a chiudere gli adesivi 

-Questo è il momento in cui vi torna utile il pannolino di scorta nella sventurata congiuntura astrale, che occorre più spesso di quanto si pensi, che porta alla rottura della parte adesiva mentre è in trazione. Un respiro profondo. Facciamo due. E riprendete da dove eravate rimasti

-Attenzione: le alette anteriori devono sempre essere ben dispiegate sul fianco e sempre ben sovrapposte e coperte dagli adesivi. Diffidate dal pannolino che viene chiuso con le alette attorcigliate o che sbucano da sopra la cintola! Se avete già chiuso l’adesivo di sinistra e quello di destra e ciononostante non siete soddisfatti del risultato, riaprite a turno entrambi gli adesivi e ripetete l’operazione. E’ fondamentale essere soddisfatti: aiuterà ad accettare meglio la frustrazione quando, nonostante tutto il vostro impegno, la cacca se ne sarà uscita  lo stesso. Quanto stringere? Difficile dare una indicazione universale: io cerco di fare in modo che gli adesivi arrivino simmetrici sul davanti, lasciando libera una egual parte del disegnino che solitamente decora il centro del pannolino. Più il patello è di buona fattura, più gli adesivi sono dotati di sistema elastico di trazione, che va appunto sfruttato per modulare la tensione. Io mi trovo molto bene con i Pampers Progressi, soprattutto nei primi mesi di vita. Un modo per capire se si è stati bravi è sempre quello di dare una sbirciatina alla schiena: se guardando dietro vedo il lato posteriore staccarsi dalla schiena, sono stata troppo larga

-Infine, assolutamente non meno importante di tutti i precedenti passaggi, è mandatorio infilare l’indice sotto le cosce del bimbo, all’interno del pannolino e tirare verso l’esterno gli elasticini di contenzione laterale che altrimenti troppo spesso si indirizzano verso il solco tra le natiche, vanificando di fatto tutti gli sforzi fatti finora per evitare le perdite laterali. Ora siete pronti per riallacciare il bodino e il tutino

Congratulazioni! Ce l’avete fatta!

Nulla però vi può preparare all’infelice inconveniente della seconda cacca nel pannolino appena sostituito…

Per questo infausto evento posso consigliare solo tanta, ma tanta, pazienza!

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