21 marzo 2013

Ieri, 20 marzo 2013, Leonardo per la prima volta si è gettato fuori dal lettino con rovinosa caduta al suolo: inauguriamo la stagione delle trapunte distese a terra!

L’altro ieri ho vomitato tutta notte! Avevo guardia alle 7.30, ma poi non ce l’ho fatta e sono  tornata a casa. Anche Leo aveva vomitato due volte…

Sono rimasta a casa dal lavoro un giorno, più per precauzione e coccola auto-inferta che per reale malessere, anche se non ero ancora effettivamente a posto. Ho mangiato pastina a pranzo. La sera ha cucinato Fabio e ha fatto la pasta col pesto. Io ero titubante, ma poi l’ho mangiata. Ieri sera a letto ho ricominciato a sentirmi nauseata e stamane verso le 6.30 ho vomitato tutto. Poi mi ha preso la diarrea… e insomma, sono ancora a casa con un mal di testa pazzesco. 

Lato positivo: Pietro è a scuola, Leo l’ha preso mia suocera e io sto guardando “Una mamma per amica”…

Ieri colloquio con la maestra di Pietro a scuola.

E’ un bambino eccezionale, cognitivamente parlando, intelligente, chiacchierone, forbito, abile, bravo nei giochi e anche ubbidiente… (mi ha fatto vedere la scheda).

Ma.

Dal punto di vista relazionale ancora non ci siamo. E’ dispettoso, inziga, se vuole un gioco lo prende, non è ancora ben capace di chiedere. E’ cocciuto, rabbioso.

Per fortuna ho appurato che non risponde male alle maestre (a me, quando gli dico, per esempio: “Vergognati!” lui ripete: “Vergognati tu!”). Però urla loro in faccia per esempio che quel tale bambino o quell’altro non gli danno il tal gioco. L’altro giorno le ha prese (quattro pugni sul naso da tale Ruggero). Pare che se le diano “di santa ragione”. Ruggero prima subiva e basta, adesso risponde. E anche ieri stesso Pietro è stato messo in castigo (seduto), perché ha dato un pugno nella schiena a questo Ruggero perché, spiegava urlando in faccia alla maestra: “Io gliel’ho chiesto il gioco, ma lui non me lo ha datoooooooooooooooooooooo!”. Insomma, impulsivo, impaziente, irrazionale.

Mi ha consigliato di comprare un libro per bimbi di cui non si ricordava il titolo, ma nella cui storia si narrava di questo bimbo che doveva imparare a chiudere la rabbia in una scatolina e non farla uscire.

Poi mi ha detto che è furbo. Loro possono portare da casa dei giochi, ma alle 9.20, i giochi personali vanno riposti nell’armadietto. Ebbene, un bambino, definito “un po’ fragile”, ha il permesso di tenere una fochina sul banco, perché “lo rassicura”. Un giorno Pietro ha messo il suo gioco (un mestolo della cucina!) di fianco alla fochina e ha fatto lo gnorri. Lei gli ha spiegato che lui doveva metterlo via. Pietro si è impuntato e ha detto che allora anche Tiziano doveva mettere via la fochina. Morale, Tiziano l’ha messa via, ha pianto due giorni, ma poi si è abituato! Volevo sprofondarmi.

A casa Pietro è effettivamente in una fase così (anche la maestra mi ha confermato che dopo Natale era proprio bravo). Ieri mi ha fatto un capriccio assurdo perché col cavallino del Lego camminava sul Leo e l’ho avvisato che, se lo avesse fatto ancora, lo avrei messo sul balcone (che nel nostro gergo vuol dire che glielo avrei tolto). Lui ovviamente lo ha rifatto e io gliel’ho messo fuori. Non vi dico le scene. Ha cominciato a urlare, con la faccia deformata: “Dammeloooooooooooo! Cattivaaaaaaaaaaa!”  E poi pernacchie a non finire. Io all’inizio ero impassibile e gli dicevo di piantarla, che era stato avvisato. Poi, quando ha fatto come per darmi una manata non ci ho visto più e l’ho chiuso in camera in punizione. Ma lui è uscito e ha continuato ad urlarmi di andare via, via da questa casa, che non mi voleva più vedere. E poi mi ha detto di volare in cielo, come Gesù. “Prendi le ali e vola via in cielo, con Gesù!” 

Allora. Posto che non credo che intendesse augurarmi una rapida morte, perché non ne abbiamo mai parlato… Sono rimasta comunque di merda. Gli ho chiesto cosa intendesse e lui mi ha ribadito: “Voglio che te ne vai via, in cielo!” E ha indicato il cielo. L’ho preso e l’ho lanciato in camera. Gli ho rifilato quattro scapaccioni. Poi è uscito comunque a chiedermi il cavallo (“Perché se l’hai lanciato fuori sul marciapiede, poi lo prendono e lo buttano via!”). Ma io che devo fare con una tale crapa di legno???

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