16 agosto 2012

Dunque.

Inizio con il dire che invece di ottenere l’effetto sperato (parlare del Leo che si alza 9 volte sperando che smettesse di farlo), ovviamente ho ottenuto l’effetto indesiderato (parlare del Pietro che non si sveglia di notte nonostante le cannonate e ritrovarmelo sveglio per tre notti di fila per acqua, pipì e “paura del gallo che canta alle 4.00 di mattina” – maledetto il tipo che s’è comprato un gallo sotto casa).

Detto ciò…

Stanotte alle 4.00 di mattina partiamo per il mare. Traghetto a Savona alle 7.00. Arrivo a Calvi alle 14.00.

Pregate intensamente per noi.

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13 agosto 2012

Centinaia le cose che vorrei scrivere. Non possibile farlo come vorrei.

Di quello che vi sto per dire non parlavo perché mi sembrava poco carino, soprattutto nei confronti della nostra amica gemellare, che, davvero, non so come faccia, ma che reputo troppo una grande. Alla fine però credo valga la tesi del “mal comune mezzo gaudio”. E poi, non ce la facevo più.

Son giorni (o meglio notti) in cui Leo si sveglia anche nove volte per notte. E la cosa mi sta snervando parecchio. Facendo una premessa, non ho mai visto un bambino crivellato dalle zanzare come Leonardo. Nonostante Autan, Citronella e chi più ne ha più ne metta… è pieno di morsicature. In testa, sui piedi, le mani… dappertutto. Ha anche i linfonodi grossi sul coppino (secondo me reattivi alle punture in faccia). E credo possa dipendere da questo. Io non sono molto amata dalle zanzare, ma ieri in ospedale mi hanno punto in due e tuttora, a ventiquattro ore di distanza, mi prudono da morire. Mi domando come faccia lui. Morale. Va a letto con il lattino tiepido alle 21.00. E di solito dorme bene fino a mezzanotte circa. Poi cominciano i risvegli. Mezzanotte, mezzanotte e mezza, 1.30, 2.00, 3.30, 4.00, 4.30, 6.00, 7.00…

Io vi giuro che sto impazzendo. Perché magari si tratta solo del ciuccio da mettergli in bocca, magari gli faccio una camomilla oppure gli do acqua normale. A volte rifaccio il latte. Quello che mi uccide è che io torno a letto e mi riaddormento (anche se un paio di notti stavo per ripiombare nel dramma del “non riaddormentamento”) e dopo 20 minuti quello ricomincia a piangere.

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3 agosto 2012

Oggi è il mio ultimo giorno di ferie. Il reparto ha chiuso per la prima volta in 30 anni. E’ rimasta aperta la dialisi e siamo chiamati a coprire delle guardie in geriatria e ad essere disponibili per le visite urgenti e le consulenze in giro per l’ospedale. Ovviamente non potevamo venire al lavoro tutti. E così siamo stati obbligati a prendere ferie (pur essendo noi specializzandi dipendenti dell’Università, ci hanno equiparato ai medici ospedalieri e quindi siamo stati costretti ad alternarci  e a nulla è valso chiedere di andare lo stesso a studiare oppure a frequentare qualche altro reparto. Alla fine a loro fa comodo che prendiamo ferie nel momento in cui c’è poco lavoro, in modo che poi a settembre/ottobre ci siamo tutti. Il fatto è che lo abbiamo saputo tutti troppo tardi e quindi, avendo per esempio io fatto già ferie a giugno, ora sono rimasta con poco/niente. E non è che debba andare da qualche parte, ma siccome malattia/permessi per i figli attingono tutti ai famosi 30 giorni annui, e siccome so già che con l’inizio dell’asilo a settembre ci sarà da piangere in quanto a malattie di entrambi i bimbi/genitori, non so come farò. Sforerò i 30 giorni. Pace.)

La prima settimana ho lavorato. C’era poco da fare, ho studiato e mi sono rilassata. Poi mi è toccato stare a casa. E devo dire che è stato molto più faticoso, anche di quando andavo al lavoro e il reparto era aperto.

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